TROPPE SCALE RENDONO ZOPPO

Dovete sapere che un paio di mesetti fa ho traslocato: stessa casa ma stanza diversa. La nuova stanza è fighissima e dotata di soppalco: per andare sul letto devo fare le scale. Ecco, le scale sono la parola chiave del post. Sapevo che coniugare la mia vita con le scale non sarebbe stato affatto semplice: io che ho il culo metaforicamente molto pesante, ma proprio tanto, sapevo benissimo che una volta salito nell’alcova (o cuccia) sarei sceso solamente per necessità primarie quali repentina implosione della vescica se non immediatamente svuotata, Marco Mengoni di sotto che mi chiama ambiguamente (Fidanzo non è veeeeero), andare a lavoro (si vabbè), e basta, non vedo per quali altri motivi dovrei alzarmi dal letto. Ma il problema non è solo questo, ahimè. Perché io non solo ho il culo pesante, ma sono anche profondamente rincoglionito. Questo è risaputo. Le scale per me rappresentano sempre un enorme pericolo, perché io sono distrattoooo, perché io non guardo dove camminoooo, perché sono una maledetta testa di cazzo. Sapevo che prima o poi sarebbe successo, era solo questione di tempo. Segue resoconto freddo e distaccato dell’evento

Due giorni fa mi sveglio, vittima di un torpore senza confini. Mi dirigo sommessamente a pisciare e arrivo quasi alla fine. Ma quasi. Perché manca un semplice scalino, un semplicissimo scalino. Ma uno scalino del demonioooo, che è evidentemente rientrato nel momento in cui avrei dovuto pestarlo. O semplicemente non l’ho visto, ma sono più propenso a pensare all’idea del demonio. Nel giro di qualche secondo infernale mi ritrovo a terra, peccato solo che non cado in perfetto equilibrio facendo anche una piroetta, bensì con un piede sbilenco. E mi accascio sul muro contro lo specchio (strano che non ho spaccato lo specchio con tutti i vetri conficcati nella mia persona). Tempo di realizzare cosa fosse successo e di imprecare quel po’ che basta per far risuonare il regno dei cieli, che mi rendo conto che quel piede sbilenco aveva inevitabilmente sofferto dell’accaduto. Tempo mezzora e già avevo perso l’uso del piede, tempo un’ora e mi ritrovavo con una zampogna lì dove un tempo c’era un’amorevole e aggraziata caviglia. Dopo una notte insonne e addolorata in cui ho riscoperto la fede, finalmente il giorno dopo mi convinco a farmi accompagnare da Fidanzo al pronto soccorso. Merito addirittura un codice verde. Il medico con una delicatezza che in genere riservi al collo di uno che ti ha appena ucciso tre figli, mi afferra la caviglia e sentendo l’urlo disumano che fuoriesce dalla mia ugola, mi manda a fare una lastra. Le due ore che ho passato lì in attesa di fare la lastra sono state molto catartiche devo dire. Perché insomma, io mi trovavo anche un po’ in imbarazzo. Ero lì con un piede gigantesco senza scarpa (perché visto il gonfiore forse mi sarebbe potuto entrare un 58 di numero, altro che il 43 che porto) e mi chiedevano che cosa avessi fatto. Vaglielo a dire che ero caduto dalle scale perché sono un rincoglionito di merda. Fortunatamente che c’era lì con me una signora che battezzeremo Gioia. Gioia penso è me fra 50 anni. Si è presentata lì con un braccio ingessato, il naso rotto e sangue pisto su tutta la faccia. Serenamente afferma “Eh so caduta, io so distratta! Mi capita sempre, cado ovunque, che devo fa?” Uno spiraglio di luce si è affacciato sul mio volto: quindi si può essere rincoglioniti e vivere consapevolmente la cosa senza problemi? Che poi come affermava Sabina (parlava troppo come la Guzzanti), la donna che era lì con un dito rotto perché invece di dare un calcio al marito lo aveva dato al muro “Succede! Siamo tutti distratti”. Forte di ciò e con Fidanzo che nel mentre mi chiedeva se mi stavano ingessando (cosa che mi terrorizza), torno dal dottore dopo la lastra, scopro che quantomeno il mio piede non è rotto e mi manda a casa dicendo di non muovermi e di mettere il ghiaccio. Mi assegnano anche un tutore, pensate che sciccheria.

Per cui allo stato delle cose sono uno zoppo di merda, che cazzo. (si ringrazia coinquilino Daniele per sopportarmi questi giorni e farmi i favori perché io sono infortunato)

Qual è la morale di tutto ciò? Che se sei un rincoglionito di merda resterai sempre un rincoglionito di merda. E anche zoppo. E che è una vita di merda, che ci sta sempre bene.

Mi piace affermare che vista la mia condizione di immobilità questi giorni sarò più presente fra queste pagine. Si insomma, dopo una certa mi rompo anche le palle (quantomeno non vado a lavoro)

Ah e siccome non mi sono reso abbastanza ridicolo in questo post, vi posto una foto che è di un trash mai visto. Ovvero io con Cristina D’Avena, che ho potuto ammirare qualche giorno fa in concerto. E’ stata un’emozione grandissima sentire Jem dal vivo! Perché io provo sempre un’emozione quando canto una canzone. E sono una cantante bella e stravagante. E mi concio come una troia e ho i capelli fucsia.

12 comments on “TROPPE SCALE RENDONO ZOPPO

  1. io mi sono slogata una caviglia correndo in casa per prendere un mazzo di chiavi che mi sarebbero servite per aprire la porta ad una mia amica che stava venendo da me per vedere la videocassetta di jumanji.

  2. Sugarkane: ahaha noooo ma diceva che il marito la amava!!!

    Funku: riderò per la prossima mezzora grazie al tuo commento. la parola jumanji mi fa morire, più che altro.

  3. Ma tu lo sai che devi assolutamente cambiare stanza???
    Perchè se sei un distratto di merda lo sarai sempre e quel tuo povero piede sarà martoriato U___U

    Scegli una camera con un letto cinese… quelli a terra insomma -.-

  4. sai che anche io avevo il letto a soppalco in francia? lo odiavo perché ho il culo pesante e per pisciare dovevo salire e scnedereeee! e per rifare il letto volavano i cristi! per fortuna in sei mesi non mi sono fatta mai nulla, ma anche io ho rischiato seriamente di schiantarmi. abbasso i soppalchiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii

  5. ahaahah hai ufficialmente dato l'addio alla tua privacy!!!!! bene cristina rimarrà sempre un mito nei nostri cuori!!!! e quanto meno siam contenti che torni a scrivere un pò……ridà vita a questo cacchio di blog forza!!!

  6. Signiriiddio, Cristina D'Avena ha le rughe???? Invecchia quindi! Non è immortale?
    Sai che credo che avere un piede scoperto (uno solo, nemmeno due, così al massimo puoi passare per un frate o un hippy malandato o chessò) in pieno inverno (perché è pieno inverno, piove e fa freddo e la temperatura si aggira sui 10 gradi, e chiamalo pure autunno) possa diventare davvero una fonte di enorme imbarazzo? Passerò il prossimo minuto in profondo raccoglimento. Hai tutto il mio sostegno. Se vuoi ti aiuto a fare le scale.

  7. io sono riuscita a rompermi un piede senza nemmeno cadere..ho semplicemente messo giù male il piede -_-'' probabilmente ti batto!
    invidia a palate per la foto con cristinaaaaaaaaaaa >.<

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