IL PENE DEL VICINO È SEMPRE PIÙ VERDE

Ogni omosessuale, o se vogliamo utilizzare un termine più carino e naif, ogni frocio dimmerda, si sarà sentito dire da una ragazza, nel corso della sua vita da sporco sodomita, questa frase: “Sei gay? Sono sempre i migliori che se ne vanno!”, o peggio ancora “tutti i ragazzi più belli sono gay”.

Smettetela per favore.

Queste sono irrimedibili cazzate, tutte. E io, che sono un blogger impegnato e al momento non ho altro di meglio da fare, vi illuminerò sulla questione. Partiamo dal sostrato ideologico che c’è dietro a tutto questo. Per quale motivo un gay dovrebbe essere più bello? La natura o chi per lei ha distribuito in egual misura doti e difetti: c’è chi è figo, chi è carino, chi è definito un tipo (ovvero è brutto ma ha qualcosa di inspiegabilmente arrapante) e poi c’è chi è un cesso immondo. Funziona così. Il fatto che la natura si sia impuntata nel fornire ai fighi anche la passione per il pene, francamente lo considero un discorso privo di fondamento. Ma capisco che i discorsi fini a se stessi che dicono è così punto e basta mi pare ovvio che cazzo, non bastano a convincere le più grandi sostenitrici del binomio figo-amante del cazzo. Vi dirò, in verità, che ci sono sì dei boni devastanti che sono pure gay, ma esiste anche un’altra parte di gay che non possono fregiarsi di suddetta beltà. Ve lo dico io, dovete crederci. E anche tu, frociara, apri gli occhi: il tuo migliore amico che accompagni ad ogni evento mondano frocio, non è così figo. Se proprio non mi credete apritevi un profilo su grindr, che cazzo. O andate in qualsiasi posto dove ci sono gay e siate obiettive.

So già cosa state pensando: eh ma i gay sono più belli perché si curano di più e si vestono meglio. Ah si? Vi ricordo che ormai la deforestazione delle sopracciglia è stata sdoganata anche fra i detentori di testosterone più convinti. Vi assicuro, poi, che anche fra i gay c’è chi è dell’idea che l’uomo deve puzzare. Di sudore acido sotto le ascelle. E anche fra i gay c’è gente che ha come punto di riferimento nello stile topo gigio. Da quello che vedo in palestra (si, ho ricominciato ad andarci e non voglio commenti in merito)poi, la percentuale di fissati con il fisico vede eterosessuali con un fisico statuario 70% e gay 30%, e quel 70% comprende dei boni devastanti che non sto qui a commentare perché sto cercando di fare la persona seria. Capite?

Vogliamo poi dirla tutta? Il discorso della sensibilità. Eh si, perché il gay è pure sensibile. Diciamo pure che ha una parte specifica del corpo molto sensibile, e non è situata nella testa. Il gay ragiona con il pisello quanto un uomo normale, vive in un costante stato di pre-mestruo e sa essere pettegola, volubile e stronza proprio come voi, carissime. Peggio dell’uomo e peggio della donna = gay.

E poi ve lo devo proprio dire che il vostro ragazzo è proprio bono? Che il vostro amico che pensa solo alla vagina è un figo della madonna? E non voglio neanche dire cosa penso di certi daddys (che ora va di moda fare figli giovani come negli anni settanta). Vogliamo parlare di tutte le volte che magari ero in un locale, vedevo un figo, mi mettevo già in posizione fringuella da rimorchio e poi quello è andato a pomiciare con qualcuna che faceva pure la difficile? Capite, donne? Voi non potete avere un gay e vi sembra più bello, io non potrò avere il vostro ragazzo e vorrei farci sesso selvaggio. I Risvolti psicologici della cosa sono abbastanza evidenti e non voglio dubitare della vostra intelligenza, anche se magari lo sto facendo.

Siamo pari, che cazzo.

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L’INTESTINO E’ TUO NEMICO

La natura, o dio, o la madonna, o Maurizio Costanzo, ci hanno dato in dono svariate qualità. C’è chi nasce con gli occhi verdi, chi con un naso perfetto, chi con una folta capigliatura (bruciate tra le fiamme dell’inferno tutti), chi purtroppo invece è proprio brutto in culo (e lì sarà stato sicuramente maurizio costanzo); insomma, la natura (o gli altri tizi sopra elencati) dona o non dona, e a meno che non siate Cher (o la figlia/o), vi dovete accontentare.

A me la natura ha dato una cosa: la colite.

La colite, disturbo intestinale di matrice fisiologica ma anche nervosa (sto dicendo parole a caso), incide molto sulla qualità della tua vita, rendendola, in determinate situazioni, una vita di merda. Se volete intendere questa definizione in senso letterale, potete anche farlo.

Ma cosa cambia, la colite, nella tua vita? Cercherò di spiegarvelo. Ti alzi la mattina, non c’è nulla che non va in te, ti prepari, esci, è una bellissima giornata, gli uccelli cantano, i capelli ti sono usciti pure bene, non hai gli occhi troppo gonfi, l’umanità non sembra quella marmaglia di fiammiferi a cui vorresti dare solo fuoco. E poi senti lui: il primo crampo. Così, di punto in bianco. Cerchi di ignorarlo e dissimulare ma sai benissimo chi è e che cosa vuole. Cerchi di andare avanti nella tua vita nutrendo la stupida illusione che sia stato un crampo isolato: dopotutto sei sull’autobus, capisci perfettamente cosa prova una sardina in una scatoletta di latta (anche per quanto riguarda l’odore) e non hai via di uscita alcuna. Invece no. A quel crampo ne seguiranno altri. E altri. E altri ancora. Sudi freddo. Vuoi piangere. Ad un certo punto vedi pure un tunnel con un’intensa luce bianca in fondo. Ecco che la tua giornata si è trasformata da giornata qualunque in giornata di merda (si spera in questo caso non letteralmente, insomma, alla fine una soluzione nel 90% dei casi si trova).

Capite che cosa terribile? Con quale fardello deve vivere una persona? Ovviamente, data la componente nervosa di questo disturbo del demonio, qualsiasi cosa dobbiate fare che esula dal normale e che vi crea un minimo senso di agitazione, vi risulterà fatale. Non so voi ma per me quasi tutti i giorni al liceo erano una condanna. Quando interrogava la professoressa di francese (una delle tre donne che più mi hanno terrorizzato nella vita) poi non ne parliamo. All’università poi ogni esame era un’esperienza di pre-morte. Ricordo ancora la mattina prima dell’esame di linguistica come fosse oggi. E poi vuoi mettere le figure di merda? Sempre da adolescente, quando ero un emerito coglione disadattato (come oggi, si) ricordo che dovevo uscire con questi tizi che erano una comitiva nuova, fighi, più grandi, insomma, io che mi vergognavo pure della mia ombra ero agitato. Non li vidi più, ma mi ricorderanno sempre come quello che neanche lì ha salutati ed è dovuto entrare nel pub prima per andare a cagare (che nel frattempo si era generata anche una fila di dieci persone fuori e non è che mi escono primule rosse). Sorvoliamo poi sugli appuntamenti rovinati. Sui colloqui lavorativi intrisi di sudate fredde. Capite cosa devo passare? Quali atroci sofferenze ho dovuto sopportare per aver bevuto un semplice cappuccino? Per aver mangiato troppa cicoria? Per essere una persona sensibile e suscettibile e isterica?

Questo dimostra un’unica ed inconfutabile verità: la vita è una merda.

(ogni tanto torno, così, come un crampo allo stomaco mentre sei bloccato nel traffico)

AH, IL BLOG

Non so cosa mi sia preso oggi ma mi sono svegliato e ho pensato “ah, il blog”. Così, senza punto esclamativo, un pensiero abbastanza scazzato e privo di qualsiasi verve, un po’ come la mia persona. Preso dalla foga (?) e dal fatto che la cosa più stimolante da fare questa mattina era bere del cianuro e vedere che succedeva, mi sono messo a rileggere gli archivi di questo nefasto spazio, i miei primi post che sono datati 2005. Capite, cazzo, 2005. Che sono 8 anni fa. Che di anni ne avevo 20 e non 14 a coscia. Che andavo all’università e mi lamentavo che non avevo voglia di studiare. Che avevo dei capelli improponibili ma ne avevo molti di più. Ma soprattutto, che ero di una stupidità immane. Ma cosa cazzo scrivevo? Mi è presa una vergogna immane di esistere, vorrei quasi darmi fuoco per l’imbarazzo di aver offerto al mondo il mio io ventenne. Non lo faccio perché di sicuro non muoio ma rimango solo sfigurato e io sono una persona profondamente superficiale, ho bisogno di avere un aspetto fisico vagamente accettabile per dissimulare qualsiasi dubbio circa le mie facoltà cognitive: ricordate che i belli fanno un sacco di soldi e sono amati, gli intelligenti devono emigrare e vivono una vita da incompresi.

Lungi da me cancellare dal web le testimonianze immonde della mia dipartita dall’età puberale, perché dopotutto provo un certo gusto nel ridicolizzarmi, mi son trovato così, ad aver voglia di scrivere su questo blog. Che tanto ormai, se non sei un fashion blogger, se non dai notizie avvincenti due giorni dopo l’ansa e se non sei un figo e posti le tue foto nudo, chi cazzo li legge più i blog? Io di sicuro no, però ecco, mi premeva darvi notizie circa la mia esistenza. Seguono aggiornamenti circa la mia vita tutta sesso fuoco e mal de vivre.

Ho trovato un lavoro: sono una fantastica commessah. Sapevo che sarebbe stata solo questione di tempo e che mi sarei presto adeguato al cliché dell’omosessuale commesso. E infatti! Purtroppo al ministero preferiscono sotto le scrivanie donne, e non ragazzi. E per diventare padrone del mondo, mia aspirazione principale, mi sto ancora organizzando.Nel frattempo, dunque, dopo aver fatto qualsiasi lavoro sulla faccia della terra e soprattutto aver fatto il disoccupato, vendo vestiti. L’unicredit ha apprezzato particolarmente la cosa visto che ero costantemente con il conto in rosso.

Vi odio tutti, come sempre.

Amo moltissimo i broccoli e mangerei solo quelli per sempre, cosa che a 20 anni non facevo perché ero uno sciocco.

Faccio cose, vedo gente, metto creme antirughe, trovo sempre qualcosa di cui lamentarmi, e bla bla bla. Le solite cazzate. Devo ricominciare ad andare in palestra così mi faccio il fisico e comincio a postare video dove faccio il sugo nudo. Così qualcuno mi leggerà ancora.

Per questo post e questo probabile ritorno dovete ringraziare la ragazza che qualche settimana fa mi ha fermato per strada per chiedermi se ero upclose e mi ha esortato a scrivere. Cose commoventi.

DECALOGO DI SOPRAVVIVENZA AL NATALE

La mia è una missione: c’è chi combatte per la pace nel mondo, chi per la propria indipendenza, chi studia per trovare una cura alle malattie, chi semplicemente organizza festini con mignotte; e anche io una missione ce l’ho: scrivere come ogni anno un post anti-natale. Mi rendo conto che ormai odiare il natale e odiare il mondo è diventato mainstream, ma io lo faccio da anni e anni, per cui posso e non rompete i coglioni, che oggi mi ci trovate proprio.

Duuuunque: quest’anno vi fornirò un utilissimo decalogo per affrontare al meglio queste festività, perché io ci tengo a voi e alla vostra salute mentale. Per il resto no, non me ne frega proprio un cazzo di voi. Ma procediamo.

1) Non guardare la tv per circa un mese prima del natale. O quantomeno, se proprio dovete guardare uomini e donne, abbiate l’accortezza di cambiare canale quando c’è la pubblicità: la visione e soprattutto l’ascolto di quella pubblicità di merda di quei ragazzini di merda che cantano quella canzone di merda tipo è natale è natale si può dare di più, pian piano andrà a incidere sul vostro sistema nervoso, rendendovi suscettibili ad ogni nastrino rosso e dei potenziali serial killer.

2) Capisco che c’è crisi e pochi soldi ma abbiate almeno l’accortezza di avere uno smartphone. Suvvia, io sono un poraccio orrendo, ma pure io ce l’ho l’iphone, tanto con il finanziamento in cui dai il tuo animo a satana possono averlo tutti. Senza smartphone come cazzo fate altrimenti a isolarvi dai parenti e dai loro discorsi? Mi raccomando bello carico, che se vi si scarica poi è la fine.

3) Se avete la possibilità, fatevi iniettare del botox poco prima delle feste. In alternativa cominciate da novembre a esercitavi davanti alla specchio per ottenere la completa inespressività facciale: francamente non so come potrete fare altrimenti a dissimulare la delusione e il disgusto verso gli svariati regali di merda che riceverete, che poi c’è crisi appunto, quindi la maggior parte dei regali ve li avranno comprati dai cinesi.

4) Praticate un saggio digiuno almeno due giorni prima della vigilia. Potete anche spacciarlo per una sorta di penitenza per i peccati commessi durante l’anno per ingraziarvi gesù cristo che quello è appena nato magari non vi sgama e ancora non sa cos’è la sodomia. Più che altro eviterete di passare almeno 3 giorni sul cesso che poi vi brucia tutto il culetto.

5) Portare sempre con sè dei fazzoletti, vanno benissimo anche le salviettine umidificate chilly che se le avete provate sui vostri orifizi sapete di cosa parlo. Perché? Semplice. A meno che non proveniate da una famiglia perfetta, ci sarà sempre il pericolo del parente quello grezzo, verace, che al posto dei due bacettini di auguri vi slinguerà la faccia come una vacca. Questa cosa mi disgusta molto, ecco il perché delle salviettine chilly.

6) Comprare gli ultimi numeri di TV sorrisi e canzoni e Novella 2000 per tenervi aggiornati sugli argomenti più dibattuti durante le tavolate. In alternativa potrete sempre fingervi muti, perforarvi un timpano o fingervi morti.

7) Inventare storie credibili su come abbiate una vita fantastica, una fidanzata bellissima con cui siete prossimi al matrimonio, un lavoro molto redditizio. Questo se vorrete rispondere alle domande insidiose del nonno ubriaco (costante di tutte le mie feste) facendo credere che non siete degli sfigati (ricordate che anche i vostri cugini coetanei che hanno vite fantastiche mentono spudoratamente).

8) Ricordarsi che si finisce in galera per qualsiasi atto cruento.

9) Avere un alibi valido che vi permetta di dileguarvi la sera del 25 per uscire con gli amici, ubriacarvi come delle merde e dimenticare in fretta tutto.

10) Questo punto esiste solo perché è un decalogo, non mi viene più in mente nulla.

Bene, ora andate e preparatevi ad affrontare anche questo natale del cazzo. Che babbo natale vi porti quelli di cui avete più bisogno: un lavoro, la felicità, l’amore o il cazzo di un senegalese.

TROVARE LAVORO OGGI

Bentrovati. Torno su queste pagine per ricordarvi una verità nefasta e inconfutabile: la vita è una merda. Ma non una merda normale di quelle che tiri lo sciacquone e lei va via per sempre nel misterioso mondo delle fogne, bensì una merda sul marciapiede che tu distratto schiacci, e imprechi, e guadagni il tuo posto all’inferno accanto a hitler e quella stronza che so io. Da cosa deriva tutto questo mio contagioso entusiasmo? Dal fatto che sto cercando lavoro.

Ebbene si, miei cari, tanto per cambiare sono disoccupato. Ma come, non eri lo steward più figo e arrapante di Ciampino? Vi chiederete voi. Beh, lo ero. Purtroppo viviamo in un paese in cui fanno le leggi ad cazzum: siccome ho maturato troppi anni di anzianità e per la legge ad cazzum dovrei essere assunto a tempo indeterminato,  siccome esiste la legge ad cazzum, l’azienda preferisce non farmi proprio lavorare e basta. Giustamente dopo che uno ha dato il sangue, svegliandosi alle 3 di notte e perdendo la sua giovinezza, dopo 6 anni e mezzo si ritrova così, a casa. Ma pazienza, c’è gente che è in situazioni anche peggiori quindi io evito di lamentarmi (non è vero, mi lamento ogni minuto di ogni ora di ogni giorno). E allora che faccio? Semplice, cerco un lavoro.

Eh, vai in giro, lasci i CV, che ci vuole, direte voi? Beh, strafottutissimi spocchiosi del cazzo, NON è così semplice. Uno le prova tutte e si accontenta pure di tutto, si accontenta pure di lavorare sotto pagato in mezzo ai corpi morti plastinati (che pulisce anche con lo scopettino), si accontenta di andare a distribuire volantini sotto le intemperie, si accontenta di lavorare 3 mesi per una che dopo 6 mesi ancora non ti ha dato un centesimo, si accontenta di tutto. Per carità, uno non è che punti a fare il grande manager di briatore, nè a fare il personal shopper di paris hilton, e no, neanche a fare politica. Basterebbe fare il commesso ad esempio, un onesto compenso e almeno ti paghi l’affitto e non devi andare alla caritas. Invece no! Ormai ho il culo sodissimo a forza di girare per negozi, centri commerciali, cazzi e mazzi. Non mi chiamanoooooo! Ma perchè, vorrei capire. Non avrò un’esperienza decennale come commesso, ma un paio di esperienze le ho, la bella presenza ce l’ho, sono educato ed esperto in contatto con la clientela, invece niente, la solita puttanella cessa alla cassa prende il mio CV e probabilmente mette i fogli dalla parte bianca nella fotocopiatrice che gli erano finiti i fogli. Quando invece ti chiamano e ti selezionano, poi alla fine, l’ultimo giorno, alle 8 di sera, che tu stai lì devastato dall’ansia, ti dicono che no, scusa l’ora ma no, alla fine abbiamo preso un altro (mi è successo). L’altro che in quel momento sarà proprio lì, sotto la scrivania. Provi quindi anche con le agenzie interinali, che alla fine loro stanno lì appositamente per dare lavoro, dopotutto. Ti fanno il colloquio, ti amano (io riesco a farmi amare da ogni donna che abbia superato i 40 anni di età) e poi ti dicono che purtroppo è la loro ultima settimana lì perché c’è crisi, non c’è lavoro e quindi anche a loro hanno ridotto il personale (mi è successo!). Destreggiarsi poi fra le offerte di lavoro su internet è il male più grande. Puoi trovare anche annunci per fare l’ingegnere della nasa solo con la terza media, ma tanto i CV andranno tutti nel cimitero dei CV mai aperti, magari finiti nello spam insieme ai prodotti che ti ingrandiscono il pene. Che io a volte la tentazione di rispondere a quegli annunci che cercano donne formose per foto di nudo artistico, o la nuova promessa del porno amatoriale, un po’ ce l’ho. Almeno quelli risponderanno e pagheranno bene, insomma. Una volta ho mandato pure un CV per fare il lavapiatti: mi hanno risposto che ero troppo referenziato. Ma porca puttana e tutte le milf del mondo, per lavorare in un’azienda figa sono poco referenziato e non ho neanche un misero master di 45000 euro, per lavori più umili sono troppo referenziato, per fare il commesso non mi chiamano, che a quanto pare in tutta Roma ci saranno mie foto segnaletiche “non prendetelo, così, giusto per il gusto di non prenderlo”, i porno non li posso fare che mi vergogno, le marchette non le posso fare perché non mi piace l’idea di dover andare con certa gente, e allora cosa stracazzo devo fare?

Capite in che mondo di merda viviamo? Una persona che davvero ha voglia e bisogno di lavorare, ha serie difficoltà a trovare un impiego, non è tutelata, la legge gli rema contro, e cazzo?

Detto ciò, datemi un lavoro. In alternativa scrivetemi una mail, vi manderò il mio iban per un’offerta, ricambio con foto di nudo artistico. Al prossimo post (se continuerò ad avere una connessione internet e una casa) prometto di tornare più cazzone e frou frou. Adesso mi rode troppo il culo e i vostri fottuti alberi di natale che postate su ogni social network mi fanno solo venire voglia di morire male.

NON SAPEVO DI ESSERE INCINTA

Questi giorni ho una pancia abominevole. Che poi io sono magrerrimo (gné gné gné) e la pancia sul mio corpo è qualcosa di particolarmente visibile anche per un miope a un chilometro di distanza e ti impone quindi ampie sedute di apnea. Sarà che sto mangiando troppo visto che sono depresso? Sarà che le grandi quantità di carboidrati ingeriti mi impediscono di fare la cacca con regolarità? O sarà, e questo è il sospetto più grande, che sono incinta e non lo so?

L’avete visto il programma su realtime “non sapevo di essere incinta”? Se non l’avete visto ve lo descrivo in breve: ci sono queste tizie che fanno una vita normale, corrono, si fanno le lampade, ingurgitano acido muriatico, indossano bustini ottocenteschi, si ficcano coltelli nella pancia per divertirsi, prendono le peggio droghe, e poi ad un certo punto hanno dei dolori fortissimi alla pancia, pensano che sia la peperonata del giorno prima, e puff! partoriscono un figlio che è pure perfettamente in salute e già cammina. E loro non sapevano assolutamente di essere incinta. Ricordo ancora la prima volta che l’ho visto, non sapevo neanche di cosa trattasse, stavo facendo zapping e vedo sta tipa che ha da tutto il giorno i crampi e alla fine si decide ad andare a cagare, si mette sul cesso, e caga un bambino. Io, che sono facilmente suscettibile, non ci ho dormito la notte. A parte che pensavo che il figlio gli fosse uscito dal culo e non mi capacitavo del male che potesse fare (nella mia mente malata un senso questa cosa ce l’aveva, perché pensavo che visto che non si vedeva, il feto si fosse sviluppato più dietro in corrispondenza del retto, poi mi hanno spiegato che non funziona proprio così, ma pazienza, qua non abbiamo mai pensato che io sia particolarmente intelligente) e poi, insomma, pensate che ansia, tu non lo sai e ti esce un figlio. Fermo restando poi che non amerei particolarmente il fatto di nascere in un cesso, la vivrei un po’ male, posso capire la cicogna, ma un cesso no. Se poi la vita ti va di merda non puoi lamentarti. Pensate poi lo schiaffo morale a tutte quelle donne che tentano per anni di fare un figlio e non ci riescono! Queste magari trombano con una tuta ignifuga come anticoncezionale e rimangono lo stesso incinta. E non lo sanno. E si fanno pure le analisi e non risulta nulla. Ma soprattutto, come cazzo ti può venire mai in mente di farci un programma televisivo? Ci sono così tanti casi di nascite in bagno? Il prossimo programma quale sarà “non sapevo di essere Enzo Miccio?”.

Insomma, questo programma mi ha fortemente turbato (insieme a quello delle malattie imbarazzanti che ovviamente penso di avere tutte) e da quando l’ho visto ogni occasione è buona per sentirmi incinta. E poi, dal momento che sono un uomo, probabilmente mi uscirebbe davvero da lì. Io non so come fate a vivere sereni sapendo che potreste essere incinta e non lo sapete. Ogni volta che ho i crampi e magari è davvero la peperonata, ho il terrore. Ecco le doglie. E ora questa pancia di questi giorni, unita alla fame atavica che mangerei ogni due minuti, potrebbero essere un chiaro segnale. Come lo chiamo? E come lo spiegherò al mondo? E come lo mantengo che non ho una lira? E come convincerò tutti che è stato lo spirito santo?

LE LETTERE SCARLATTE DI UPCLOSE E ANNABELLE

Miei cari amici: diamo il fottuto via ad una nuova rubrica, che vedrà un featuring speciale, ma che dico speciale, specialissimooo: niente popo di meno che Annabelle Bronstein, blogger pazzescoh, che se non conoscete siete delle inutili teste di cazzo, dalle rocambolesche avventure e dalla simpatia devastante, nonché mio caro amico. In queste nuova rubrica ci vedrete intraprendere un fantastico scambio epistolare dalle tinte fosche e torbide, rigorosamente con il bollino rosso. Bambini queste cose non le potete leggere, a meno che non abbiate già compiuto 12 anni che a quanto pare ormai a 12 anni già avete una vita sessuale più accesa della mia. Ma ora basta parole, vi lascio alle lettere.

Ok. Ascoltami. Metti caso che un mio amico esce con un tizio. Un tizio che dice di avere 38 anni. In realtà potrebbe dimostrarne anche qualcuno di più. Ma non è questo il punto. I due escono. Escono per andare a bere una cosa e conoscersi. E fare quattro chiacchiere. La serata va benissimo. Parlano di tutto. Di cose serie. E di cose meno serie. Si divertono. Hanno anche tanto in comune, nonostante la differenza d’età sia effettivamente enorme. Parlano fitto fitto. Bevono coca-cola e sorridono quando gli scappa a entrambi un ruttino. Poi si sa come vanno queste cose. A un certo punto si sente la voglia di andare oltre. Di un gesto. Di una carezza. Di un bacio. Il mio amico accetta l’invito e vanno a casa sua. Ma quando arrivano a casa succede qualcosa di inaspettato. Entrano, si lasciano andare ad un bacio liberatorio. Che cercavano e volevano da almeno un paio d’ore. Con la penombra della sala da pranzo, e il riverbero di una lampada i due si avvicinano. Si baciano. Si accarezzano. Ma accade l’impensabile. Di colpo si accende la luce. E irrompe un terzo. Un altro uomo. Molto carino. Anzi, potremmo dire bono. Un fascio di muscoli. Anche lui sulla quarantina. Con l’accento irlandese. “Ciao, come va?”. Il mio amico, paonazzo, non sa che dire. Si sente in un mega imbarazzo e vorrebbe buttarsi dalla finestra. Trova un filo di voce, ed esordisce “Bene. Tutto ok. Ma… Ma… Ma tu chi sei?”. E come è ben noto da queste parti, il dramma è dietro l’angolo. In realtà era giusto nella stanza affianco. “Io sono il suo ragazzo.” Silenzio. Panico. Vergogna. E l’altro: “Senti. So che è una cosa strana, suppongo che non sia neanche troppo normale come cosa. Ma io sono uscito con te, in pieno accordo col mio ragazzo, perché volevamo conoscere una terza persona. E bè… Insomma”. STOP. Adesso. Il mio amico, ma come penso anche io se fossi stato in lui, si sarebbe alzato e avrebbe cominciato ad urlare, come se non ci fosse un vicinato, e a buttare la qual si voglia a terra. E invece ha semplicemente detto: “Bè. A me sembra una cazzata, però…” Detto fatto. Di li a poco sarebbero finiti a farne di ogni nella stanza di cui sopra. Adesso. Il mio amico è single e fa quello che vuole. Loro sono una coppia, e se di comune accordo, possono fare comunque quello che meglio credono. Il problema sta che il mio amico ci è stato solo ed esclusivamente perché il fidanzato irlandese è tipo bono da svenire. E a questo punto preferiva sicuramente di più l’irlandese che il suo ragazzo. Ovvio che ne hanno fatte di bendonde. E, insomma, si sono anche divertiti parecchio. Ma secondo te, questa cosa può avere un futuro? Ma più che futuro, può avere un qualche senso? Insomma si può passare da single a Troppia?
Bè forse mi sono anche dilungato. Ovviamente quello citato non è un mio amico. Ma sono io. E soprattutto è tutto vero. E tu devi assolutamente dirmi qualcosa. Ora.
Caro Annabelle, amicoh,
questa è una situazione assai delicata, e per affrontarla sarò costretto a trasformarmi nel sessuologo con la voce flebile da eunuco di loveline, che presentava Camilla dal cognome impronunciabile che non rimembro. Dunque. Direi che ti trovi nella classica situazione del pendolo. Ricordiamo tutti che per Schopenhauer la vita era un pendolo che oscillava tra la noia e il dolore. Riadattando il concetto, mi pare chiaro che tu sei il pendolo, e oscilli tra un cazzo e un cazzo. Questo oscillare, che, sono sicuro, è per certi versi piacevole e soddisfacente, ti lascia però il tempo, fra un cazzo e l’altro, di riflettere. Ed è qui che vengono alla luce domande scomode che esulano dalla bella scopata selvaggia che è stata.
Svisceriamo dunque il problema e cerchiamo di fare chiarezza.
Loro, ovvero il tizio 38enne o probabilmente più grande e l’irlandese bono. Ecco. Sono probabilmente una coppia frustrata che cerca di superare una crisi assecondando la suprema voglia di cazzo che magari una vita monogama ha per anni inibito. Lungi dal giudicarli (io non lo farei mai perché se il mio ragazzo se ne esce di inserire un altro elemento nel rapporto mando a fare in culo per sempre sia lui che l’altro elemento, ma io sono un tipo venale), diciamo che loro pur di salvare il loro rapporto hanno trovato questo escamotage, e assumiamo il tutto come decisione lodevole dell’amoreh.
Tu, ovvero il terzo elemento. Innanzitutto se rimane come un evento fortuito occasionale, prendila semplicemente come un’esperienza da mettere nel CV sessuale, che spero tutti noi possediamo (il mio ad esempio è molto più ricco del CV che spedisco per cercare lavoro). In caso contrario, se loro ti cercano ancora, se il tutto tende a ripetersi puntualmente, se il tutto comincia ad assumere le connotazioni di una malata relazione, allora veniamo al punto tre. Voi, ovvero tutti quanti insieme appassionatamente. Che dirvi. Loro hanno scelto così, e contenti loro, contenti tutti. Tu, se ti piacciono, se trovi il sesso con loro soddisfacente, se la situazione ti intriga, se riesci ad escludere totalmente dalla cosa l’aspetto sentimentale, ti dirò, ma che cazzo ti frega? Non macchiarti di colpe adulterine che non ti competono, quelli che si tradiscono reciprocamente sotto i loro stessi occhi sono loro, tu sei single e rampante, libera come una fringuella nella foresta, nonché pazzescoh. E poi puoi sempre sfruttare la situazione a tuo piacimento: doppi regali, doppio pene, doppie cene offerte, tutto moltiplicato per due. Perché viviamo in un mondo materiale e noi siamo ragazze materiali. E trombare è bello. E a volte bisogna mettere da parte le riserve etiche del nostro cervello, soprattutto di fronte a persone che a quanto pare le hanno riposte in un pozzo profondo 100 metri.

ASCESA E CADUTA DI UN FIGO

Ci sono quei giorni che ti svegli e ti senti un cesso immane: hai gli occhi gonfi, le labbra manco provenissi dal brasile, ti chiamassi Agrado e avessi fatto un intervento chirurgico alle labbra a 15 euro (il fatto di avere le labbra gonfie  forse è una cosa solo mia però), le occhiaie,con le stesse fattezze di un feto al 3 mese di gestazione; si insomma, fai irrimediabilmente schifo e faresti bene a non offrire al mondo il disgraziato spettacolo della tua esistenza.

Poi ci sono quei giorni, ne capitano non più di un paio all’anno, che al contrario ti svegli e ti senti inspiegabilmente bello. Sarà che hai fatto una sana dormita di più di 5 ore, sarà che non hai mangato niente di pesante la sera prima, sarà che ti è apparso padre pio nel sonno e ti ha fatto la grazia, non si sa, l’importante è che quel giorno ti senti un figo. Poi ovviamente sei come tutti gli altri giorni, sia chiaro, è solo una questione di percezione verso se stessi.

Questa mattina mi ero svegliato riposato e tranquillo. Mi lavo la faccia eliminando le caccolette dagli occhi, e mi vedo stupendoooo, la pelle liscia, gli occhi non gonfi. Bene. Poi mi lavo, mi escono bene pure i capelli, che solitamente mi asciugo e basta e sono una merda, scelgo un outfit figo e mi riguardo allo specchio: niente, ero proprio un figo scopabile. Manco ho preso il giacchetto e le sigarette preso com’ero dalla mia persona.

Esco di casa e ovviamente tutti gli sguardi erano rivolti verso di me, perché ero un figo (gli sguardi non c’erano, erano tutti nella mia mente malata), mi ci mancava un putto prima di me che cospargeva petali di rosa gialla e una conchiglia dietro che incorniciasse quel miracoloso evento che era il mio passaggio.  Entro infine nell’autobus, ben consapevole della mia estrema figaggine, con comprensibile aria di superiorità, lasciando smorfiette da divo che neanche zoolander. Faccio la mia passerella (non vorrei sbagliare ma mi avevano anche steso un tappetto rosso) dalla prima all’ultima porta dell’autobus (cosa non richiesta, ma la gente doveva pur ammirarmi).

E poi l’autobus riparte. Bruscamente. Ma proprio bruscamente. E io cado miseramente come un sacco molleiforme contenente preservativi scaduti. Con violenza inaudita mi abbatto sopra una povera disgraziata che non aveva fatto nulla di male, e poi, quasi rimbalzando, finisco la mia eclatante figura di merda sul suolo, di sicuro sporco di schifo. A nulla è valso fare l’indifferente, far finta che queste cose fossero ordinaria amministrazione, che queste cose accadessero anche ai fighi. Tutto l’autobus che prima mi aveva ammirato, ora mi derideva, compresa quella ragazza a cui sono caduto addosso, che proprio ah ah ah le grasse risate (stronza).

Morale: se ti senti tanto figo, non te la credere troppo che poi fai una brutta fine.

(amo le morali metafisiche dei miei post)

IL VERO SENSO DELLE CANZONI – “DISTRATTO” FRANCESCA MICHELIN

Spesso ascoltiamo le canzoni ma lo facciamo distrattamente e non badiamo molto al testo. A volte facciamo più attenzione al testo, ma non riusciamo a decifrare al meglio i significati intrinsechi che quelle parole racchiudono. Ecco quindi che ci sono io che vi illuminerò d’immenso sui veri significati delle canzoni, ciò che queste nascondono e quello che davvero vogliono dire. A onor del vero devo ammettere che ho visto fare questa cosa anni e anni fa in un blog che francamente non ricordo e non credo esista più, ma io siccome sono un parassita sociale mi approprio dell’idea e me ne fotto. E dunqueeeee iniziamo con la prima canzone (la scelta su canzoni del cazzo inutili è voluta):

Distratto – Francesca Michelin (fra parentesi la traduzione vera della canzone)

Un’ora un giorno o poco più per quanto ancora ci sarai tu (ieri sera abbiamo scopato) a volermi male di un male che fa solo male (te ne sei andato subito dopo e non hai risposto al mio sms “è stato bellissimo”, ti sto sul cazzo?) ma non ho perso l’onestà e non posso dirti che passerà (ti prego chiamami, voglio morì) tenerti stretto quando in fondo sarebbe un inganno (non dovevo farti quella pompa, lo so)

E non vedi che sto piangendo chi se ne accorge non sei tu (dai soffro brutto cane bastardo, cagamiiiii) tu sei troppo distratto (lui si sta scopando l’amica biondina e un po’ sciocca)

Un’ora un giorno o poco più, dicevi sempre è per sempre (mi hai invitato a cena e hai pagato tu, hai detto che ti piacevo, che volevi una storia seria con me ), si però (volevi solo scopare), guarda cosa è rimasto adesso (quella macchia di indubbia natura sul copriletto appena lavato, no grazie) che niente è lo stesso (mamma l’ha sgamata e non mi parla da ieri), se non fa rumore l’anima (scusa ho appena scoreggiato) e quando sei qui davanti non s’illumina è perché non ne sento più il calore, non ne vedo il colore (sono arrapata ti prego, non ci capisco più un cazzo)

E non vedi che sto fingendo (e allora sai che c’è, ho simulato l’orgasmo) e non mi guardi già più (stai rosicando eh) col tuo fare ditratto (si fai finta di niente, ti ho detto che non sei sto granché, stronzo)

Un’ora un giorno o poco più, per quanto ancora ti crederò? (sono una fessa) solo perso e più confuso non avresti voluto vedermi scivolare via (si sei confuso bla bla bla le solite cazzate che si dicono), fuori dalle tue mani? Che fantasia (eppure avevi elogiato le capacità delle mie mani in determinati contesti), fuori dalla tua vita ma mi hai preso soltanto in giro (testa di cazzo)

E ora vedi che sto ridendo? (ahaha l’eiaculazione precoce!) e chi mi guarda non sei tu, tu eri troppo distratto (si dice sempre così eh), ora che mi sto divertendo chi mi cerca non sei tu (ma il mio amico mohamed, con lui mi diverto assai), tu eri troppo distratto (e avevi pure il cazzo piccolo)

Strappa le pagine dei giorni con me (cancellami da facebook), non mi rivedrai più (non te la darò più), puoi bruciarle perché non mi rivedrai (se sei caldo e eccitato puoi andare pure a fuoco) e non mi ferirai (non ti darò più il culo, mi fa male lo sai) e non mi illuderai (devi chiamarmi e non lo fai) e non sarà, non mi tradirai più (me l’ha detto Ramona) come credi.

Per un’ora un giorno forse un po’ di più, non girava il mondo se non c’eri tu, e non volermi male adesso (stai raccontando le peggio cose su di me in giro) se non ti riconosco (ti sei ingrassato, fai schifo)

Siccome ogni tanto farò qualche canzone, scrivetemi voi quali canzoni volete che traduca e lo farò!Baci e abbracci.

ESSERE AMICI DI GESU’

A me stare a casa senza fare nulla fa male. Sia chiaro, a me piace dedicarmi al fancazzismo ed impiegare il mio tempo in importanti attività quali fissare il muro assumendo espressioni facciali particolarmente malinconiche, stalkerare la gente, giocare a the sims social su facebook, provare a togliermi i calli dal piede con una spugnetta comprata ad un euro dal cinese, fissare ancora il muro e pensare al mio destino infausto, farmi le maschere di bellezza prese sempre dal cinese; si insomma, a me piace fare tutto ciò, fa parte della mia natura, ma mi fa male perché alla lunga mi deprimo. E io mi deprimo pure se mi si brucia il soffritto quando faccio il sugo. Per cui ho pensato: cosa potrei fare? Dopo svariate opzioni alla lunga dimostratesi inadeguate e accantonata l’idea di diventare un serial killer per ammazzare il tempo, ho capito che l’unica soluzione realmente seria e che risolverebbe la mia triste situazione è una: essere amici di gesù.

No ma immaginate che figata pazzesca essere amici di gesù. Non puoi mai annoiarti se sei amico di gesù. Tu sei a casa solo e ti annoi, non sai cosa fare e su facebook non c’è nessuno con cui chiacchierare e allora cosa fai, mandi su whatsapp un messaggio a gesù e gli fai “bella gesù, mi annoio, che fai?” e lui sempre propositivo ti risponde “bella, andiamo ad evangelizzare un po’ di stronzi!”. E quindi vai che ti giri tutta la città e stringi amicizie, stai sempre a conoscere gente con gesù! Vuoi mettere andare al bingo con gesù? Tutte le vecchie di sicuro lo amerebbero, che a quelle dici che sei il figlio di dio e si impressionano subito, poi quando vai per un numero gli dici “gesù cazzo, mi manca il 35!” e quello se quel giorno gli gira bene ti fa pure uscire il numero. Poi ci spartiamo la vincita e andiamo a ubriacarci, ma alla fine ti ubriachi solo tu perché tanto lui le visioni ce le ha già e quindi alla fine risparmiate un sacco di soldi. Poi vuoi mettere ad andare in giro con uno che è nato perché la madre è stata fecondata da un angelo? Solo per una cosa del genere per tutti sarebbe un grande, il suo atteggiamento frikkettone e l’abbigliamento radical chic farebbero il resto. Ah che belli i pranzi da maria, sempre così buona e disponibile, anche se tutti la credono mezza pazza e un po’ deviata per quella storia dell’angelo, lei è una grandissima donna fantastica! Poi con gesù puoi pure morire che tanto quello ti fa risorgere! Puoi fare le cose più folli e spericolate “guarda gesù adesso mi do fuocooooo” e tu ti dai fuoco, quello si ammazza di risate e poi ti fa risuscitare! Una figata assurda. Per non parlare poi del fatto che con gesù non soffri mai la fame o la sete. Sei in giro, sei stanco e non hai una lira? Gesù ti moltiplica i pani. Ma può moltiplicarti anche le pringles, un pezzo di pizza, gli involtini primavera! Vai con lui al mucca assassina e non hai i soldi per ubriacarti? Gesù ti moltiplica i cocktails (non ti fa però il bloody mary) e all’occorrenza, se non rimorchi, ti moltiplica pure i pesci! Perché lui è uno apposto e vuole solo il bene dell’umanità, non ha pregiudizi. Vogliamo poi parlare delle cene che organizza? Sempre belle e numerose, almeno in dodici siamo sempre. Ah che bello. Vorrei troppo essere amico di gesù.

Ora vi saluto, vado con gesù a fare shopping.

(tutto ciò è dimostrazione di quanto il non fare un cazzo arrechi irreversibili danni alla mia persona)