A volte la vita è così: un attacco di diarrea improvviso mentre sei imbottigliato nel traffico. Tale definizione vale per quelle esperienze ai limiti del paradossale che di positivo hanno solo il fatto di fornire un valido salvagente in attimi di conversazione spenta, che tu magari racconti l’aneddoto e dai agli altri la misera parvenza che la tua vita sia piena di eventi eclatanti e assurdi, quando in realtà sono esperienze che avresti volentieri fatto a meno di vivere.
Segue il mio racconto con il prete.
Ieri giravo tranquillo e indisturbato nei pressi di casa, in tenuta rigorosamente antistupro (occhiali, sfattissimo, vestito a caso e con capelli unti) quando ecco che vedo in lontananza un prete. Un prete giovane e stempiato con l’aria simpatica. Lo vedo che già da lontano mi fissa con una certa insistenza e ammetto che per qualche secondo ho fatto pensieri che riguardavano l’omosessualità latente (ma neanche troppo) del clero. Ma mi sbagliavoooooo, purtroppo e sottolineo purtroppo mi sbagliavooooooo. Il prete mi bracca all’improvviso bofonchiando un qualcosa tipo “tu sei giovane, con te posso parlare”. Dal momento che non erano le 8 di mattina, non ero appena sveglio e quindi pieno di risentimento a prescindere nei confronti del mondo, che quel giorno sfighe nefaste non si erano ancora abbattute sulla mia persona, anzi avevo trovato pure 5 euro per terra, insomma, considerando tutto questo, decido di non mandarlo subito a fare in culo e gli do retta. Tempo qualche secondo e il prete mi porge una corda, che io, come se fosse la cosa più normale del mondo, afferro. Un secondo dopo il prete si mette in ginocchio e comincia a urlare “Frustami! Frustami! Frustami! Ti prego frustami che poi starò meglio!”
Ora vorrei ben illustrarvi questa situazione: una via colma di gente con tanto di mercatino natalizio, io con una corda in mano e un prete che mi chiede di frustarlo. Ero un tantino, come dire, in imbarazzo. Mentre negavo al prete la cortesia che mi stavo chiedendo, noto uno strano particolare. Una tizia lì davanti con una telecamera. Dico così al prete “Ma smettila, non lo vedi che c’è una che sta riprendendo?” e già da lì una persona intelligente avrebbe intuito qualcosa, ma io non faccio parte dei cosiddetti intelligenti. A seguito della mia affermazione il prete si alza, bofonchia una qualcosa tipo “ah mi volevi menare io non ho fatto nulla” e fa per andarsene. Io allora butto la corda a terra e a quel punto il vaffanculo dapprima represso, lo esprimo in tutto il suo vigore epico. Poi il prete torna ed esce fuori tutta la troupe e mi informano che: è una candid cameraaaaa!
Ampie risate e bla bla bla, convenevoli del cazzo. Capite? Mi hanno fatto una candid camera? Capite? Ma cazzo? Io ovviamente ho fatto la figura di quello che aveva capito tutto, eh ma nascondetele meglio però queste telecamere, si vedevano! La gente poi non ci casca! Che essere abietto che sono. Ora però due considerazioni:
Considerazione 1 – Mi hanno ripreso e io ero conciato come un cane dopo che si è rotolato per dieci ore in una palude melmosa.
Considerazione 2 – Ammetto che forse per un istinto caritatevole, o per il fatto che i preti non mi stanno proprio simpatici, o per qualche predisposizione al sadomaso che francamente non so di avere, all’inizio mi era pure venuto di frustarlo. Ecco. Poi la ragione ha fatto la sua parte e ho pensato che forse non era il caso con tutta quella gente. Vai a capire. Potevo essere conosciuto nel mondo come colui che frusta i preti. Non affermerò altro.
